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Recensione Libraria: “LETTERA AL PAPA SULLA TRUFFA DI AUSCHWITZ” di LEON DEGRELLE

16 Lug

RECENSIONE LIBRARIA – “LETTERA AL PAPA SULLA TRUFFA DI AUSCHWITZ” di LEON DEGRELLE

–         di Dagoberto Bellucci

“Anche sui campi di concentramenti esiste una “verità”, una verità cardine, una verità agente, una verità che è servita e serve a coonestare e a nascondere i crimini e le aberrazioni di una astuta e maledetta genia di ipocriti.

  La cosiddetta verità sui campi di concentramento è, oggi lo possiamo provare, per larga parte frutto di una colossale, diabolica, montatura. Dunque una menzogna, se è vero che, alterando le proporzioni e caricando le tinte, un quadro si trasforma completamente.

 Una menzogna che periodicamente ci viene riproposta, riscodellata. Qui la guerra psicologica non dà respiro, è condotta con furore isterico, in un certo senso, più scopertamente. Quasi ogni giorno, la radiotelevisione e il quotidiano indipendente riscoprono i campi di concentramento, levando alte grida di orrore (Non una pellicola, non una trasmissione, non una commemorazione ufficiale per le decine di milioni di vittime, milioni veri, di esseri umani sterminati nei campi della Siberia comunista, né per l’allucinante tragedia dei Tedeschi dell’est orribilmente massacrati a centinaia di migliaia. Quanta farisaica ipocrisia!). Nelle vetrine delle librerie è sempre bellamente esposta una nuova pubblicazione o ristampa che svela, ancora una volta, le mostruosità degli aguzzini SS. Poi il cinema, i rotocalchi, le mostre…I popoli sono sottoposti da vent’anni ad un continuo bombardamento psicologico, la tecnica della suggestione vi celebra i suoi fasti, le sue fortune, i suoi più lauti guadagni. Dei tanti miracoli post-bellici, questo è il più sconcertante.”

 

 

( Paul Rassinier – “La Menzogna di Ulisse” – Ediz. “Le Rune” – Milano 1966 )

 

 

 

 

 

 

 

      L’ipocrisia e la menzogna con le quali il mondo contemporaneo è stato modellato si accompagnano ormai da oltre mezzo secolo al dogma dell’olocausto ebraico: è la verità sistemica che è stata imposta alle masse belanti, le pecore impaurite dell’ovile sinagogico contemporaneo, fuoriuscite disintegrate dal conflitto metastorico che oppose le forze della tradizione (incarnate dall’Europa dell’ordine nuovo nazionalsocialista e fascista) a quelle della sovversione.

     La grande truffa olocaustica ha permesso agli ebrei di costruire il loro mito attraverso racconti e presunte testimonianze oculari su quella colossale menzogna chiamata “sterminio” di sei milioni di soggetti di razza ebraica: una frode di portata enorme che ha potuto diventare realtà prima e storia successivamente grazie all’interessata connivenza, al timore referenziale ed all’omertà che tutti gli apparati del Sistema (dalle istituzioni politiche fino al mondo accademico e grazie al contributo di tutti gli ambienti culturali che hanno diffuso a piene mani testi e più o meno nuovi volumi sulla menzogna…scaffali di volumi zeppi di nulla, pagine e pagine di inchiostro che niente provano e null’altro hanno apportato alla ricerca ed alla verità storica che il piagnucolante isterismo sinagogico d’Israele) hanno di giorno in giorno, di anno in anno, provveduto ad alimentare ad arte.

      Al di là delle menzogne abilmente costruite ad arte dalla propaganda di guerra, riprese e rilanciate dai mezzi d’informazione internazionali dal dopoguerra ad oggi (tutti in mani ebraiche o sottoposti al controllo di qualche cranio ebreo) noi continuiamo ad affermare che il preteso olocausto ebraico non ha mai avuto luogo né sono mai esistite camere a gas né sono morti sei milioni di ebrei.

 

      L’olocausto è un’invenzione abilmente creata ad hoc per costringere la Germania – e con lei l’intera Europa – a sottostare alle umilianti condizioni di servitù rispetto ai poteri forti ed alle due superpotenze (Stati Uniti a occidente e Unione Sovietica a oriente) che per quasi cinquant’anni dopo il conflitto mondiale si spartirono i resti del vecchio continente imponendo i loro modelli di sviluppo, le loro ideologie e i loro stili di vita sul corpo ormai esangue di popoli sconfitti ed usciti ontologicamente disintegrati dal Totalkampf al quale venne chiamato il Terzo Reich.

      A decidere, da allora, delle sorti dell’Europa sarà l’internazionalismo bancario dell’Alta Finanza che andrà a spalancare le porte di tutte le nazioni del pianeta al progetto sincretista-sinarchico dell’edificazione dell’One World ossia del livellamento e dell’unificazione mondialista degli individui e dei popoli ridotti a segatura senza identità, senza razza, senza volto o – in una sola parola – senza alcun senso.

     Per costruire il suo Governo Mondiale l’Internazionale Ebraica ha inventato una mostruosa truffa lucrando consenso politico, legittimazione sociale e interessi monetari sulla pelle delle vittime, reali, che pure perirono durante il secondo conflitto mondiale nei campi di concentramento.

     Ha scritto Leon Degrelle, il Capo del movimento rexista belga e poi comandante della 28.a Divisione di volontari Waffen SS “Wallonia”, nella sua “lettera al papa” indirizzata a Karol Wojtyla (Giovanni Paolo II.o) prima della sua visita al campo di concentramento di Auschwitz nella primavera 1979: “Certamente, si soffrì ad Auschwitz. Anche da altre parti. Tutte le guerre sono crudeli: le centinaia di donne e bambini atrocemente carbonizzati per ordine diretto dei capi di Stato alleati a Dresda, Amburgo, Hiroshima e Nagasaki, incontrarono sofferenze molto più orribili di quelle sopportate dai deportati politici o dai resistenti (insieme il 25% della popolazione complessiva dei campi), obiettori di coscienza, anormali sessuali o criminali comuni (il 75% della popolazione concentrazionaria) che pativano, e a volte morivano, nei campi di concentramento del III Reich. L’esaurimento li divorava. L’annientamento morale eliminava la forza di resistenza delle anime meno temprate. Le crudeltà di certi guardiani snaturati tedeschi e, più in basso, non tedeschi, dei “Kapò” ed altri deportati convertiti in aguzzini dei loro compagni, si sommavano alla afflizione di una promiscuità innumerevole. Si può pensare che in certi campi ci fosse qualche maniaco che mettesse in atto esperimenti di morte inediti o fantasie mostruose in torture o assassinii. Tuttavia il calvario della maggior parte dei deportati sarebbe terminato felicemente il giorno tanto atteso dell’inizio della pace, se non si fosse abbattuta su di loro, verso le ultime settimane, la catastrofe delle epidemie sterminatrici, aggravate ancor più dai tremendi bombardamenti che distruggevano le linee ferroviarie e le strade, colavano a picco i barconi carichi di detenuti, come accadde a Lubecca. Queste operazioni aeree massicce distruggevano le reti elettriche, le condutture e i serbatoi dell’acqua, troncavano ogni approvvigionamento, provocavano ovunque la fame e rendevano impossibile ogni trasporto di evacuati. I due terzi dei deportati morti nel corso della II Guerra Mondiale, perirono allora, vittime del tifo, della dissenteria, della fame, delle attese interminabili sulle tormentate vie di comunicazione. Le cifre ufficiali lo stabiliscono. A Dachau, per esempio, secondo le stesse statistiche del Comitato Internazionale, morirono nel gennaio 1944: 54 deportati; nel febbraio 1944: 101; ma nel mese di gennaio 1945 ne morirono 2.888, e nel febbraio del 1945 ne morirono 3.977. Sul totale di 35.613 deportati morti in questo campo dal 1940 al 1945, 19.296 morirono durante gli ultimi 7 mesi di ostilità…”.

 

      Degrelle con la missiva al Santo Padre intendeva sottoporre al Vicario di Cristo, polacco in visita ufficiale nella Polonia comunista in un’epoca di profonde tensioni internazionali che opponevano USA e URSS in un braccio di ferro quotidiano, una verità storica a lungo sottaciuta dagli storici e dagli uomini della cultura ‘ufficiale’ che avevano supinamente accettato come ‘verità’ una serie di menzogne solo perché alimentate ad arte, nei decenni, dalla macchina propagandistica ebraica e rilanciate incessantemente dai mezzi di comunicazione di massa.

      L’olocausto ebraico era per l’ex comandante della Divisione “Wallonie” nient’altro che una enorme frode, sulla quale l’Internazionale Ebraica aveva speculato lucrando interessi monetari per le vittime attraverso le sue associazioni internazionali e lo stesso “Stato d’Israele” che intese – fin dalla sua costituzione nella primavera 1948 – rappresentare la causa di tutto l’ebraismo senza averne alcun diritto né alcuna legittimità storica e giuridica.

      Uno “Stato” inventato ad arte proprio grazie alla menzogna dell’olocausto, creato dai sionisti grazie al ricatto che le loro organizzazioni imposero alle Nazioni Unite e mediante i sotterfugi diplomatici con cui si imposero alla potenza mandataria britannica ed al mondo arabo unitamente agli atti di terrorismo e alle stragi che furono commesse contro inglesi e palestinesi in quel periodo.

      “Israele” non esisterebbe soprattutto se non fosse stato creato il mito dell’olocausto ebraico: è attraverso quest’inganno, questa vera colossale truffa storica, che gli Ebrei hanno condizionato l’opinione pubblica mondiale ed i governi dell’Europa e del resto del pianeta sottoponendoli alla dittatura ebraica planetaria ossia all’accettazione supina e miserevole della fola dello sterminio di sei milioni di soggetti di razza ebraica.

      Ecco i motivi per i quali oggigiorno il Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran ha avuto il coraggio, ed il merito, di assumere la guida del fronte anti-mondialista anche ‘cavalcando’ il dibattito storico sul revisionismo relativo alla leggenda olocaustica e organizzando a Teheran la prima conferenza contro il sionismo e per gli studi revisionisti nel dicembre 2006.

      Che cosa ha sostenuto Mahmood Ahmadinejad sul “problema” del preteso ‘olocausto’?  Riprendiamo le sue dichiarazioni rilasciate durante un’intervista con il famoso programma televisivo americano “The Larry King Show” in onda sulla CNN e condotto dal giornalista giudeo Larry King. Sostiene Ahmadinejad che “Loro (i sionisti) non permettono a nessuno di discutere liberamente sugli eventi storici che sono accaduti. Dicono solo: questa è la nostra versione della storia, questo è quello che è accaduto e chiunque altro deve solo accettarla.”

      Alla domanda dell’intervistatore che chiedeva al Presidente iraniano se l’Olocausto non fosse mai esistito Ahmadinejad ha candidamente risposto: “No. Quello che voglio dire è: lasciate che vengano fatte più ricerche. C’è una tesi sull’estensione di questa calamità. Vi sono persone che sono d’accordo con essa, e persone che sono in disaccordo. Alcune la negano totalmente e altre concordano totalmente con l’intera versione. Quello che noi diciamo è che bisognerebbe costruire un gruppo imparziale che conduca studi indipendenti sull’estensione della calamità.” (1)

      Il problema di fondo è che, se fosse riconosciuto dalla comunità di storici mondiale che l’olocausto sia stato semplicemente un falso storico abilmente creato ad arte verrebbero anche meno le motivazioni storiche, politiche, ideologiche e di qualsivoglia altro tipo e pretesto che portarono quasi settant’anni fa alla creazione dello stato-pirata di “Israele” ed all’usurpazione dei territori palestinesi ai loro legittimi proprietari che ne furono depredati, spogliati e infine costretti dall’odio e dal terrorismo sionista a mendicare un po’ di solidarietà girovagando errabondi per i vicini Stati arabi.

      La menzogna se provata non soltanto smonterebbe qualunque pretesa storica e ogni legittimità su quella che, di fatto, fu nient’altro che una operazione di conquista coloniale operata da un’organizzazione  – quella sionista – che utilizzò il terrorismo e ogni mezzo a sua disposizione pur di liberarsi della presenza della popolazione palestinese; ma soprattutto abbatterebbe per sempre il muro di omertà, le paure e lo stato di kippizzazione al quale sono stati sottoposti i popoli europei con particolare riferimento alla Germania ed ai tedeschi mai, come da quasi 70 anni, sottomessi alla nuova inquisizione ebraica, costretti a varare legislazioni liberticide per chiunque osi negare l’esistenza dell’olocausto o delle camere a gas, a rifuggire il nazionalismo ed il patriottismo con vergogna, a limitarsi ad assumere la guida ‘tecnica’ del continente solo ed esclusivamente per ciò che riguarda l’economia abbandonando qualunque velleità di ritornare ad essere – come loro competerebbe – una nazione veramente leader della comunità mondiale.

      Ma torniamo ad uno dei diversi documenti storici che smontano la leggenda olocaustica, la lettera al papa scritta da Degrelle più di trent’anni or sono. Il Capo del Rexismo belga prosegue e scrive al Santo Padre: “Del resto, Beatissimo Padre, per quel che si riferisce ad una formale volontà di genocidio, nessun documento ha potuto portare la minima prova ufficiale a sostegno, da più di 30 anni. Ma specialmente, per quel che concerne la pretesa cremazione ad Auschwitz, di milioni di ebrei in fantastiche camere a gas Cyclon B, le affermazioni lanciate e costantemente ripetute da tanti anni, con una campagna eccezionale, non resistono a un esame scientifico serio. E’ strampalato immaginare, e soprattutto pretendere, che si sian potute “gasare” ad Auschwitz 24.000 persone al giorno, a gruppi di 3.000 in una sala di 400 metri cubici, e anche meno; a 700 o 800 in locali di 25 metri quadrati, di 1,90 metri d’altezza , come si è preteso a proposito del campo di Belzec; Voi Santo Padre, riuscireste a far stare 700 o 800 persone nella Vostra camera da letto? (…) Non ci sarebbe stato bisogno di camere a gas! Tutti avrebbero cessato di respirare, perfino prima che si fosse terminato di stipare gli ultimi, prima che si chiudessero le porte e si spargesse il gas nella stanza. E come si faceva quest’ultima cosa? Attraverso fenditure? Per mezzo di fori? Per mezzo d’un camino? Sotto forma di aria calda? Con vapore? Facendolo diffondere sul pavimento? Ognuno la racconta diversa dall’altro!”.

 

      Forse perché ognuno ha provato a inventarsi qualcosa che faceva comodo che fosse esistito ma di cui nessuno aveva visto ocularmente un bel niente perché le camere a gas ad Auschwitz così come negli altri campi di concentramento non hanno mai gasato nessuno visto che non era quello il loro scopo e soprattutto perché sarebbe stato demenziale gasare degli esseri umani con un …insetticida!

 

     Ma torniamo soprattutto a quelli che furono – e sono a tuttora – i reali interessi che muovono l’ebraismo mondiale a mantenere in piedi la leggenda sull’olocausto: il ricatto con il quale gli Ebrei tengono in scacco l’intera comunità internazionale; ricatto ‘moralistico’, ricatto privo di etica e di dignità, ricatto vergognoso con il quale si intende sottomettere l’intero pianeta ad accettare supinamente la versione della storia prodotta dai vincitori al di là di qualsiasi possibile dubbio e oltre qualunque revisione.

      La storia che noi studiamo è quella scritta dai vincitori, da sempre è così. Ma la storia dell’ultimo conflitto mondiale, a noi ancora troppo vicina per non essere messa sotto una lente d’ingrandimento, dovrebbe ancora riservare parecchie sorprese per chi, storico al di sopra del faziosismo di parte, volesse avvicinarsi a scoprirne avvenimenti, documentarne vicende, riportarne atti scavando in archivi e biblioteche e usufruendo delle fonti che sono abbondanti e a milioni in tutti i paesi interessati dal conflitto.

     Com’è possibile che non esista un documento solo, uno, che provi che Hitler abbia ordinato l’olocausto come pretenderebbero gli storici sterminazionisti ossia come sterminio? E non esiste alcun documento concreto nemmeno fra i tanti trafugati a ogni livello tra i vertici del partito nazionalsocialista, tra i membri del governo del Reich, ai più alti piani del corpo d’elitè delle SS che, gli storici ufficiali ci dicono essere il reparto incaricato della “soluzione finale”.

 

      Non esiste nulla. Come non esistono documenti delle organizzazioni umanitarie internazionali alleate, della Croce Rossa Internazionale, del Vaticano: nessuno ha visto niente, nessuno ha denunciato, nessuno ha scritto….possibile tutto ciò?

      Degrelle insisterà nella sua lettera al Pontefice proprio su queste assenze e sui meccanismi che consentirono la diffusione della olo-menzogna: “Se si fosse moltiplicato il numero dei cadaveri reali e normali, per dieci o per venti, la truffa dei morti avrebbe potuto conservare un certo aspetto di verosimiglianza. Ma come abbiamo visto nel caso della rasatura di 700 o 800 persone per camera, al mentire eccessivo si accoppia il grottesco. Era necessaria l’insondabile e appena immaginabile stupidità delle masse, perché simili assurdità abbian potuto esser inventate, raccontate, diffuse ai quattro venti, filmate e CREDUTE. “Io credo, dichiara bravamente un personaggio di “Olocausto”, “a tutto ciò che si racconta su di esso”! Dichiarazione esemplare!”

 

 

     E continuerà ad essere così fintanto che l’industria del cinema e le televisioni, il mondo letterario e culturale, le accademie e le università e tutto il mondo della politica continueranno a prostrarsi servili e supini di fronte al novello ‘vitello d’oro’ rappresentato dalla frode più grande che questi maestri di menzogna che sono gli ebrei potessero inventare.

     Come ‘insegnano’ i maestri della truffa e i direttori del Mondialismo occorre arrivare al “Governo Mondiale” – “con il consenso o con la forza”  come sosterrà James Warburg davanti al Congresso USA.

     Domanda: chi controlla gli avvenimenti? Ovviamente chi li ‘crea’ perchè: “Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che produce gli avvenimenti; un gruppo un poco più numeroso che vigila alla loro esecuzione e ne segue il compimento, e, infine, una stragrande maggioranza che non conosce mai ciò che si è prodotto in realtà”.

     Noi, parafrasando Dante Alighieri, non possiamo che continuare ad ‘avvertire’: “UOMINI SIATE E NON PECORE MATTE, SI CHE DI VOI, TRA VOI, ‘L GIUDEO NON RIDA”.

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

Direttore Responsabile Agenzia di Stampa “Islam Italia”

 

 

 

NOTE –

1 –  “Ahmadinejad e l’Olocausto – Ahmadinejad parla dell’olocausto alla CNN” – dal blog di Luigi Carancini, 28 settembre 2008; con riferimento:  http://andreacarancini.blogspot.com/