Archivio | agosto, 2011

MESSAGGI DELL’IMAM KHOMEINI IN OCCASIONE DELLA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA DI QODS (2) –

31 Ago

 

MESSAGGI DELL’IMAM KHOMEINI IN OCCASIONE DELLA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA DI QODS (GERUSALEMME)

 

 

 

 

DISCORSO PRONUNCIATO DALL’IMAM KHOMEINI NELLA SCUOLA CORANICA ‘FEIZIE’ AL TERMINE DI UNA MANIFESTAZIONE POPOLARE A QOM IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DI QODS (17-8-1979)

 

 

 

Nel Nome di Dio Clemente e Misericordioso

 

 

Voglio ringraziare i popoli ed i governi che hanno risposto a questa chiamata dell’Islam, coloro che a questa chiamata hanno risposto “Eccomi”. Prego Dio Onnipotente di concedere a tutti la salute in questo mondo e la vita eterna nell’altro.

 

La giornata di Qods è una ricorrenza islamica; è il giorno della mobilitazione dei musulmani. Spero che questo sia il primo passo per la creazione in tutto il mondo di un Partito dei diseredati.

 

Mi auguro che in tutto il mondo si costituisca tale partito, che tutti i diseredati ne facciano parte al fine di rimuovere le difficoltà che si presentano nel loro cammino e di insorgere contro i potenti ed i predoni d’Oriente e d’Occidente.

 

Essi non devono più permettere ai potenti di esercitare la loro oppressione. Si risponda quindi positivamente alla chiamata dell’Islam, che ha promesso ai diseredati che essi governeranno sui potenti e che saranno gli eredi della terra.

 

Fino ad oggi i diseredati sono stati divisi e questo ha impedito ogni azione.

 

Ma oggi esiste un esempio di unione fra i diseredati nei paesi islamici. Esso deve diffondersi ed estendersi in tutti i paesi del mondo dando vita al Partito dei diseredati, ossia il Partito di Dio. Infatti, conformemente alla volontà dell’Onnipotente, i diseredati devono essere gli eredi della terra.

 

Invitiamo tutti gli oppressi del mondo a far parte del Partito dei diseredati ed a risolvere le loro difficoltà collettivamente ed attraverso la decisa volontà di tutti.

 

Per mezzo di questo Partito si potrà risolvere ogni problema dei popoli, ovunque nel mondo. Con sommo rincrescimento devo affermare che i governi ed i popoli musulmani, ed in particolare i governi ed i popoli arabi, hanno commesso un errore. Anche noi in Iran abbiamo commesso un errore.

 

Tutti i musulmani hanno temporeggiato con Israele. Le ambizioni personali degli uomini di governo hanno impedito che la voce di Israele venisse soffocata sul nascere, permettendole così di acquistare potere.

 

Purtroppo anche se ho gridato i miei consigli per vent’anni o poco meno, chiamando all’unità contro Israele, le ambizioni e gli interessi dei singoli hanno impedito che questo venisse realizzato.

 

Si è temporeggiato con Israele fino a che il problema ha assunto le dimensioni attuali. Oggi le mani usurpatrici di Israele si sono allungate: il Libano meridionale è messo a ferro e fuoco ed i Palestinesi vengono respinti.

 

Abbiamo più volte ripetuto che Israele, fonte di ogni male, non si limiterà a Gerusalemme. Se si esiterà ancora tutti i governi islamici saranno in pericolo. Bisogna porre rimedio all’errore commesso, dando vita all’unione di tutti i musulmani e fondando il Partito dei diseredati contro i potenti, fra cui al primo posto c’è l’America ed Israele, suo spregevole servo.

 

I governi musulmani, ed in particolare quelli arabi, devono rimediare a questo errore riconoscendo la propria colpa di fronte a Dio Onnipotente.

 

Il nostro errore invece è stato quello di non aver agito in modo rivoluzionario, dando respiro a questi individui e a questi gruppi corrotti.

 

Il nostro governo rivoluzionario, il nostro esercito rivoluzionario, i nostri guardiani della Rivoluzione non hanno avuto un comportamento veramente rivoluzionario.

 

Se noi, subito dopo l’abbattimento dell’ex regime, avessimo agito in modo rivoluzionario spezzando la penna alla stampa, chiudendo tutti i giornali e le pubblicazioni corrotte, mettendo sotto processo i loro responsabili, dichiarando fuori legge i partiti corrotti e punendone i capi, tutto questo non sarebbe avvenuto.

 

Chiedo perdono di questo nostro errore di fronte a Dio Onnipotente e di fronte al caro popolo dell’Iran. Noi non siamo stati rivoluzionari, non lo è stato il nostro governo, né il nostro esercito, né la nostra polizia, né i nostri Guardiani della Rivoluzione.

 

Neppure io lo sono stato. Se lo fossimo stati veramente non avremmo permesso loro di farsi avanti, avremmo dichiarato fuori legge tutti i partiti. Ci sarebbe stato un solo partito: il Partito di Dio, il Partito dei diseredati. Mi pento di questo errore e metto in guardia quegli individui e quei gruppi corrotti: se non se ne staranno al proprio posto noi agiremo con loro in modo rivoluzionario.

 

Alì , il Principe dei Credenti (la pace di Dio sia con lui), fu un uomo esemplare. Egli fu un uomo nel senso più completo della parola. Fu tale nelle pratiche del culto, nella virtù, nella pietà, nel coraggio, nei rapporti con i diseredati. Con i potenti, con coloro che complottavano, non esitava a levare la spada. Si narra che un giorno passò a fil di spada settecento ebrei della tribù Qarize dai quali forse gli attuali israeliani discendono.

 

Dio Onnipotente, così com’è Clemente e Misericordioso, è anche Vendicativo. Anche Alì , l’Imam dei musulmani, sapeva essere pietoso, ma anche, a suo tempo, vendicativo.

 

Noi non abbiamo nessun timore di quello che si scrive nei giornali stranieri. Non vogliamo riuscire graditi in Iran, nei paesi islamici e all’estero. Noi vogliamo soltanto eseguire gli ordini di Dio e lo faremo.

 

I complottatori sono dei senza Dio. Coloro che tramano in Curdestan o altrove sono dei miscredenti. Con essi bisogna agire duramente. L’esercito, la polizia agisca con essi duramente o saremo noi a farlo.

 

Ed anche nei confronti di coloro che intendo trattarli con indulgenza agiremo duramente. Anche la clemenza deve avere un limite e così la tolleranza e la bontà.

 

I tribunali rivoluzionari hanno il dovere di chiudere i giornali e le pubblicazioni che incitano al complotto e che sono contrari alla linea del popolo; hanno il dovere di sottoporre a processo i loro autori; hanno il dovere di porre sotto processo i capi dei cosiddetti ‘partiti’, che non sono in realtà altro che attentatori.

 

Noi daremo ancora un po’ di tempo a questi individui corrotti. Questo è l’ultimo avvertimento. Se essi persisteranno nella loro attività e non torneranno fra il popolo, ponendo fine alle loro trame, Dio sa che agiremo nei loro confronti in modo rivoluzionario.

 

Io stesso verrò a Teheran ed agirò da rivoluzionario anche nei confronti di coloro che hanno usato indulgenza.

 

I membri dell’esercito che non obbediscono ai superiori sappiano che io stesso provvederò ad agire con loro da rivoluzionario.

 

Non esitate ed agite duramente nei confronti degli individui corrotti e dei complottatori. Non abbiate indulgenza. Non usino indulgenza il governo, né l’esercito, né la polizia, né i Guardiani della Rivoluzione.

 

Rivolgo ancora una volta al popolo, agli intellettuali, ai partiti, ai gruppi (e purtroppo saranno forse anche duecento) questo invito: il vostro cammino sia quello del popolo e dell’Islam. Unitevi al popolo. Vostro bene è che vi uniate al popolo. Se  – Dio non voglia – questo movimento dovesse arretrare, anche voi sconterete i vostri errori.

 

Il nostro movimento tuttavia non arretrerà ma anzi avanzerà sempre. Anche gli altri popoli devono prendere esempio da questo. I governi traggano ammaestramento dalla fine che ha fatto il regime trascorso.

 

Il popolo dell’Afghanistan prenda esempio dall’Iran e metta a posto quei corrotti che trascinano il popolo nel sangue.

 

L’esercito dell’Afghanistan si unisca al popolo. E’ un comando dell’Islam. Il personale degli uffici governativi dell’Afghanistan si unisca al popolo e così faccia la polizia, proprio come è successo in Iran. Cacciate quei malvagi.

 

Noi speriamo che attraverso l’unità di tutti i musulmani si risolvano i problemi dei musulmani, della Palestina, dell’Afghanistan.

 

Prego Dio Onnipotente di elargire ai musulmani salute e successo, di concedere ai diseredati la vittoria sui potenti e di renderli gli eredi della terra.

 

Che la pace, la misericordia e la benedizione di Dio sia con voi.

 

 

 

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