Archivio | settembre, 2011

Khiam, sud del Libano, anatomia di una bomba – Video

30 Set

 

 

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Uranio impoverito, guerra e bugie

30 Set

Uranio Impoverito,
guerra e bugie
Inchiesta di Sigfrido Ranucci
– a cura di Maurizio Torrealta


Munizioni che utilizzano uranio impoverito

“I militari e le istituzioni hanno mentito sui proiettili all’uranio impoverito: la radioattività è molto importante e in grado di generare patologie!”.

È quanto ha dichiarato a Rai News 24 Bruno Chareyron , il direttore del laboratorio della Criirad (Commission de Recherche et d’Information Indépendantes sur la Radioactivité), istituto indipendente francese per il monitoraggio della radioattività ambientale che è stata fondata nel 1986, quando, dopo l’incidente di Chernobyl, tra il silenzio delle istituzioni, denunciò per prima la presenza di materiale radioattivo negli alimenti.

In un’intervista rilasciata all’inviato del canale all news della Rai, Sigfrido Ranucci, il Prof. Chareyron ha mostrato un proiettile che conteneva un penetratrore di pochi centimetri di Uranio Impoverito proveniente dal Kossovo e ne ha misurato la radiottività.

I raggi gamma, ha mostrato il direttore del laboratorio francese, hanno passato le tre lastre di piombo e la scatola schermata in cui il proiettile era contenuto, “con una energia pari a 6 mila volte quella irradiata dal sole” – ha detto Chareyron – “gli elementi che compongono l’uranio impoverito hanno nella terra un’attività pari a circa 2000 becquerel per chilogrammo, ma nel proiettile noi abbiamo un concentrato di uranio impoverito e l’attivita è pari a 40 milioni di bequerel per chilogrammo”.

Il direttore del laboratorio francese ha mostrato, all’inviato di Rai News 24, anche delle piastrelle per cucina, bicchieri di vetro colorati, e monili che sono stati lavorati con colori contenenti polveri di uranio impoverito. Anche i colori con cui i bambini lavorano le ceramiche nelle scuole contengono uranio.

* * * * *
L’inchiesta raccoglie anche la testimoniannza di Gerald Darren Matthew, ex militare della Guardia Nazionale Usa impegnato tra l’aprile e il settembre 2003 nell’Iraq meridionale, nelle zone di Nassiriya e Samawah. Nelle urine del militare, colpito durante e dopo le operazioni militari da molti e gravi disturbi fisici, è stato rintracciato uranio impoverito. Gerald Darren Matthew ha avuto una figlia, concepita subito dopo il suo rientro dalle zone di guerra, che è nata nel 2004 con gravi malformazioni genetiche: la sua mano destra è priva di tre dita

 

( Fonte: http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/UI_2006.asp )

KHIAM (SUD DEL LIBANO) – ANATOMIA DI UNA BOMBA

30 Set
9 novembre 2006
KHIAM SUD DEL LIBANO ANATOMIA DI UNA BOMBA
di Flaviano Masella, Angelo Saso , Maurizio Torrealta

L’inchiesta nasce dai rilievi sulla radioattività registrati su un cratere provocato presumibilmente da una bomba Bunker Buster israeliana nel paese di Khiam nel sud del Libano. I rilievi sono stati compiuti da 2 professori di Fisica libanesi Mohammad Ali Kubaissi , e Ibrahim Rachidi. I dati rilevati , di 700 nanosivert all’ora, mostravano una radioattività notevolmente maggiore di quella media nella zona Beiurt 35 nSv/hr ). Successivamente il 17 Settembre Ali Kubaissi ha portato il ricercatore inglese Dai Williams, dell’ organizzazione ambientalista Green Audit, nello stesso luogo a prelevare campioni che poi sono stati inviati a Chris Busby che e’ consigliere tecnico del comitato di supervisione sull’uranio impoverito dipendente dal Ministero della Difesa del Governo Britannico. Questi campioni vengono spediti al laboratorio nucleare di Harwell, uno dei piu’ autorevoli centri di ricerca del mondo. Il 17 ottobre Harwell comunica i risultati delle analisi: su 10 campioni , due contengono radioattività.

Il 2 novembre un altro laboratorio britannico: la Scuola di Scienze Oceanografiche, conferma il risultato di Harwell: nel cratere di Khiam c’e’ uranio leggermente arricchito. Anche Rainews24 ha portato un campione prelevato da Dai Williams ad essere analizzato alla Facolta di Scienze della terra dell’Università di Ferrara e le analisi ancora in corso hanno individuata una struttura anomala: la superficie del campione e’ composta da silicati di alluminio e ferro, elementi normali in un frammento di suolo. Guardando all’interno si scoprono invece piccolissime bolle nelle quali si rileva un’alta concentrazione di ferro. Ulteriori analisi chiariranno l’origine di queste strutture: quello che al momento sembra certo e’ che non sono il frutto di un processo naturale:

Di quale arma si tratta? Quale arma lascia tracce di radiazioni e produce effetti cosi’ letali e circoscritti?
Il ricercatore Dai Williams e’ convinto che si tratti di una nuova classe di armi che utilizza uranio arricchito non attraverso processi di fissione ma utilizzando nuovi processi fisici tenuti segreti per almeno 20 anni.
Anche il Fisico Emilio del Giudice dell’ istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Milano arriva alle stesse conclusione : ci sono due possibilità per spiegare l’origine dell uranio arricchito trovato a Khiam: a) L’ Uranio era già presente nella struttura della bomba, ma questo non spiegherebbe razionalmente l’ uso di questo materiale che è allo stesso tempo pericoloso per la sua radioattività e costoso . B) L’ arricchimento è la conseguenza dell’ utilizzo della bomba, ma questa seconda possibilità e difficilmente compatibile con gli effetti conosciuti delle bombe nucleari convenzionali ed implicherebbe nuove fenomeni fisici recentemente scoperti. L’esercito israeliano ha negato l’uso delle armi ad uranio in Libano. Ma come difendersi dai possibili danni provocati dall’ uranio? Che precauzione prenderanno i militare dell Unifil nella zona e che tipo di analisi sono state fatte per congiurare questi rischi? Il Documentario affronta direttamente queste domande.

 

( Fonte: http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/09112006_bomba.asp )