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INTERVISTA AL DR. KHALEED HADDADE (P.C.L.)

4 Ott

 

Intervista con il segretario generale del partito comunista libanese Khaleed Haddade

di Dagoberto Husayn Bellucci* – 24/08/2006

Fonte: italiasociale.org

 

INTERVISTA CON IL DR. KHALEED HADDADE (SEGRETARIO GENERALE DEL PARTITO COMUNISTA LIBANESE): “I NOSTRI UOMINI AL FIANCO DI HEZB’ALLAH PER DIFENDERE IL LIBANO”

Il segretario generale del Partito Comunista Libanese, dr. Khaleed Haddade(nella foto durante l’intervista), ci ha gentilmente concesso lo scorso venerdi’ 11 agosto un intervista sulla situazione politica interna e sull’aggressione sionista contro il Libano.

Il P.C.L. e’ stato in prima fila , con i suoi uomini e le sue milizie, sul fronte meridionale al lato dei combattenti della Resistenza Islamica di Hezb’Allah e di Haraqat ‘Amal per difendere il territorio libanese.

Ricordiamo in questa breve introduzione che anche i comunisti libanesi hanno contato diversi martiri tra i propri ranghi. A loro va il nostro tributo d’onore e il massimo rispetto. Ai loro compagni la nostra stima.

Ringraziamo il dr. Haddade per averci concesso questa intervista in esclusiva che abbiamo realizzato assieme ad alcuni colleghi di alcuni quotidiani algerini. Dopo una serie di domande in arabo abbiamo affrontato con il segretario generale del PCL la questione dei rapporti intercorrenti tra il suo partito e Hezb’Allah. Di seguito domande e risposte che abbiamo raccolto nella sede centrale del PCL.

1) d. – Dr Haddade qual’e’ il rapporto esistente tra il partito comunista libanese e Hezb’Allah? Abbiamo letto che anche i vostri militanti si sono schierati con la Resistenza per fronteggiare questa aggressione?

1) r : “Il Partito Comunista Libanese e’ da sempre stato una delle forze politiche libanesi che si sono opposte all’arroganza e all’aggressione israeliana. Non dovete dimenticare che siamo stati tra i primi a prendere le armi contro l’occupazione sionista del Libano nel 1982 e abbiamo sempre schierato le nostre milizie , durante il conflitto civile libanese, contro Israele. Noi consideriamo la politica sionista come un appendice dell’imperialismo statunitense nel Medio Oriente. La nostra analisi politica e’ stata ulteriormente confermata da questa ennesima aggressione: dietro a Israele c’e’ la mano dell’America, la politica americana egemonica e prevaricante gli interessi dei popoli. Dietro Israele c’e’ la diplomazia statunitense che ha dichiarato apertamente quali fossero i suoi obiettivi per la creazione di quello che loro , a Washington, chiamano “grande Medio Oriente” o “nuovo Medio Oriente”. Il nostro rapporto con Hezb’Allah e’ decisamente buono. Siamo solidali con la Resistenza Islamica perche’ difende il nostro paese e si oppone alle strategie americane e sioniste nella regione.”

2) d. – Qual’e’ esattamente la vostra relazione con Hezb’Allah. Cosa vi unisce e cosa vi divide? Voi comunisti siete ovviamente marxisti mentre il partito di seyeed Hassan Nasrallah e’ un partito confessione sciita militante e rivoluzionario: quali sono i punti d’unione e quelli di contrasto tra voi e loro?

2) r: – “Inutile negare che non possiamo certo adottare la loro ideologia fondata sulla valorizzazione della propria identita’ religiosa. Ciononostante il PCL e’ stato , fin dagli accordi di Taif del 1990, uno dei principali interlocutori del partito di seyeed Hassan e abbiamo avuto buone relazioni in parlamento quando ancora Hezb’Allah era una forza d’opposizione. Siamo al fianco di Hezb’Allah in  quanto difende il nostro paese dalle mire egemoniche israeliane. Abbiamo adottato una posizione tradizionalmente marxista e rivendichiamo il diritto di opporci, anche armi in pugno, all’aggressione in corso. E’ una guerra imperialista quella scatenata da Israele per conto dell’America contro il Libano. Un aggressione che mira a destabilizzare il Medio Oriente piu’ di quanto non lo sia gia’ stato dopo l’occupazione statunitense dell’Iraq. I comunisti di tutto il mondo dovrebbero opporsi a questi progetti imperialistici americani e sostenere le resistenze dei popoli oppressi in Libano come in Iraq e Palestina. Non ci nascondiamo perche’ sappiamo di essere nel giusto a sostenere le ragioni della Resistenza. Vorrei ricordare a questo proposito come pochi giorni or sono il partito di seyyed Hassan abbia ufficialmente riconosciuto il nostro sforzo , anche militare, con un comunicato diffuso da “al Manar” nel quale Hezb’Allah ringraziava pubblicamente il PCL di essersi schierato con i suoi uomini armi in pugno contro il nemico sionista e commemorando i nostri caduti.”.

3) d. – Quale sara’ secondo voi il futuro del Libano dopo l’aggressione? Cosa pensate dr. Haddade di quello che potrebbe avvenire nelle prossime settimane?

3) r: – Difficile dirlo in questo momento. E’ chiaro che l’aggressione sionista sia fallita miseramente come dimostrano le ingenti perdite riconosciute anche dai vertici politici e militari israeliani. Non sono passati e non passeranno. Immagino che avremo una tregua come sembra profilarsi all’orizzonte malgrado i quotidiani raid terroristici israeliani. E credo che si dovra’ aprire una nuova fase politica interna che dovra’ coinvolgere tutte le forze politiche libanesi per trovare una soluzione comune ai problemi che questa aggressione ha fatto emergere. Immagino che anche Hezb’Allah partecipera’ al futuro politico del Libano come forza determinante e con un ruolo centrale.”

4) d. – Dr. Haddade qual’e’ la vostra opinione sulle mire egemoniche americane nella regione? Credete che dopo questo insuccesso sionista l’America continuera’ con i suoi progetti di “democratizzazione” manu militari del Medio Oriente?

4) r: – “L’America e’ responsabile della gran parte dei problemi del Medio Oriente. La sua politica e’ sempre stata ostile al mondo arabo e favorevole alle mire piccolo imperialiste sioniste. L’amministrazione Bush si e’ contraddistinta per una politica aggressiva che non ha fatto altro che proseguire il vecchio sogno del padre dell’attuale inquilino della Casa Bianca di creare un Nuovo Ordine Mondiale. E’ pura follia pensare di imporre manu militari con guerre e aggressioni, terrorismo e stragi, la visione del mondo americana al mondo arabo. E’ importante che l’Europa, la Russia, l’Iran e le altre potenze regionali facciano sentire la loro voce contro la politica egemonica imperialistica degli Stati Uniti che armano la mano di Israele per i propri progetti e per i propri interessi. Dopo l’11 settembre 2001 abbiamo assistito ad una escalation di odio e violenza che ha investito tutte le societa’ in Europa come nel resto del pianeta. Odio contro i musulmani , razzismo, xenofobia, l’emersione di violenza e il ricorso all’aggressione contro le nazioni accusate di fomentare il cosiddetto “terrorismo internazionale”: dall’Afghanistan all’Iraq la striscia di sangue sparsa dall’America e’ arrivata fino al Libano. L’obiettivo e’ destabilizzare il mondo islamico, riaprire vecchi odio e rancori, mettere sunniti contro sciiti e – nel vicino Iraq – arabi contro curdi. E’ la politica del domino americana. Noi comunisti libanesi come forza anti-imperialista condanniamo le violenze quotidiane dei sionisti in Palestina, respingiamo l’aggressione al Libano e quelle americane contro l’Iraq e l’Afghanistan.”.

Ringraziamo il dr Haddade per la disponibilita’ e l’ospitalita’ dimostrata pur conoscendo i nostri trascorsi politici. Le divergenze di opinioni politiche non hanno impedito la realizzazione di questa intervista , peraltro incompleta, che ci riproponiamo di bissare quanto prima in esclusiva per “Rinascita”. Tra le altre questioni ancora da approfondire vorremmo conoscere la posizione ideologica del PCL – che non si riconosce ne’ nella Terza ne’ nella Quarta Internazionale come ci ha fatto sapere una giornalista militante algerina vicina alle posizioni trotzkyste conosciuta qui a Beirut – e i suoi rapporti con i partiti comunisti italiani (a questo proposito abbiamo scambiato alcune opinioni con il dr. Haddade sulla visita di un paio di anni or sono del segretario del PdCI, Oliviero Diliberto, che ha visitato la sede del PCL oltre a quella di Hezb’Allah).
Il comunismo che realmente si oppone all’arroganza sionista e americana e’ per noi quello che accetta il dialogo con tutte le forze politiche antagoniste. Informare l’opinione pubblica occidentale e studiare la strategia sionista-americana devono rappresentare due cardini dei militanti rivoluzionari anti-imperialisti d’Europa. Al di la’ dell’antifascismo o dell’anticomunismo militanti occorre che le forze antagoniste riconoscono il vero nemico della liberta’ e delle identita’ dei popoli: l’America – rigorosamente identificata dal compianto Imam Khomeini come il Grande Satana – e il sedicente “stato d’Israele” nemico dell’umanita’ ed entita’ criminale sionista occupante la Terrasanta dei palestinesi.

* Dagoberto Husayn Bellucci – direttore responsabile Agenzia di Stampa “Islam Italia” da Beirut sud e inviato settimanale italiasociale.

 

( Fonte: www.ariannaeditrice.it )

 

Intervista realizzata nei primi giorni di agosto del 2006

INTERVISTA AL DR. MARWAN FARES (P.N.S.S.)

4 Ott

 

INTERVISTA A MARWAN FARES (PNSS)

A distanza di sei mesi siamo tornati a fare il punto con il dr. Marwan Fares , unico deputato e responsabile dell’ufficio esteri del Partito Nazionale Sociale Siriano.

Il dr. Fares ci ha ricevuto nel suo ufficio presso il Parlamento per fare con “Rinascita” il punto della situazione politica in Libano dopo le elezioni legislative parziali a Beirut e nella circoscrizione Metn Nord dove , storicamente, il PNSS e’ uno dei partiti piu’ radicati e con un fortissimo seguito tra la comunita’ cristiana maggioritaria.

Fares ha analizzato inoltre le strategie destabilizzanti dell’amministrazione americana in Libano e la situazione che si e’ venuta a creare da tre mesi a questa parte nel campo palestinese di Nahr el Bared.

Un intervista/analisi per ribadire che l’Opposizione Nazionalpatriottica e le forze della Resistenza Libanese, di cui il PNSS fu alfiere e avanguardia fin dai tempi dell’occupazione sionista di Beirut nell’estate 1982, continueranno ad opporsi ai disegni egemonici dell’amministrazione Bush e alle minacce provenienti dall’entita’ criminale sionista pronta a riaprire le ostilita’ contro il paese dei cedri dopo la sconfitta subita un anno or sono davanti ad Hizb’Allah e alle forze nazionaliste.

1) D – Dr. Fares vediamo di fare il punto della situazione politica in Libano: qual’e’ la vostra opinione e la posizione del PNSS circa l’attuale fase pre-elettorale che, da qui a fine settembre, determinera’ gli equilibri futuri del paese? Quali sono le prospettive per il Libano in vista delle prossime presidenziali?

1) R: “A partire dal prossimo 25 settembre si aprira’ una fase elettorale. Si tratta di una fase costituzionale decisa dal presidente del parlamento , avv. Nabih Berry, fondamentale per i destini del nostro paese. Cio’ significa che dalla fine di settembre entreremo in una fase elettorale costituzionale. Avremo cioe’ una fase elettorale democratica legale garantita dalla nostra Costituzione. Avremo cioe’ elezioni legittime conformemente al regime democratico libanese. Ora dovete sapere che la democrazia libanese e’ completamente diversa da quelle occidentali e europee perche’ in Libano abbiamo un regime confessionale, una suddivisione dei poteri fondata sul confessionalismo religioso. E’ l’intesa che si crea tra queste diverse confessioni a garantire la nostra democrazia. Il parlamento libanese deve ratificare , con un voto maggioritario, l’avvenuta elezione del candidato alla Presidenza della Repubblica espressione di questa intesa nazionale tra i diversi gruppi e le diverse confessioni religiose. Senza intesa nazionale l’Assemblea Nazionale non puo’ eleggere il Presidente.”

2) D – Al momento comunque manca ancora un intesa sul nome di un candidato unico: maggioranza ed opposizione marciano divise verso quest’appuntamento elettorale? Che cosa succedera’?

2) R: “Fino a questo momento non esiste alcuna condizione minimale perche’ le due fazioni indichino una candidatura comune. La corsa per la carica di Presidente si aprira’ ufficialmente il prossimo 15 agosto quando sara’ Berry , come presidente dell’assemblea parlamentare, a pronunciare un discorso che dara’ ufficialmente l’inizio delle candidature: e’ compito del Presidente del Parlamento di cercare il maggior consenso possibile su un nome e cominciare le consultazioni tra i diversi gruppi parlamentari. Personalmente penso sara’ un periodo estremamente difficile. Possiamo dire che siamo davanti a una stabilizzazione e chiarificazione della situazione libanese. Fino a questo momento la situazione e’ instabile e insicura: le diverse fazioni parlamentari (maggioranza filo americana e opposizione nazionale) non sono arrivate a indicare una candidatura comune per la presidenza della Repubblica e , come ben sapete, sono divise su tutto. Dire quello che potra’ avvenire da qui alla fine di settembre e’ difficile: in Libano abbiamo troppe interferenze straniere in particolare da parte degli americani. Gli americani stanno facendo pressioni sui loro alleati libanesi, la maggioranza del cosiddetto 14 Marzo, per spingerli ad ottenere un’elezione presidenziale maggioritaria vale a dire la maggioranza piu’ uno dei deputati. La Francia e’ inquieta e sta osservando questi ultimi avvenimenti con notevole apprensione. Come vedete sono in molti, dall’esterno, che stanno facendo pressioni contro la sovranita’ nazionale libanese.”

3) D – Che ne pensate delle recenti iniziative francesi per trovare una soluzione alla crisi libanese?

3) R: “Come ha dichiarato recentemente, nella sua ultima visita a Beirut, il ministro francese degli esteri Kouchner siamo in una fase pre-elettorale difficilissima e carica di tensione. I francesi sono sicuramente inquieti per quanto sta accadendo nel nostro paese dove , storicamente, hanno sempre avuto una forte influenza. Inquieti e preoccupati delle interferenze americane. La situazione dunque e’ critica e non sembra che, nel breve periodo, sia possibile uscire da questo impasse.”

4) D – L’opposizione nazionale libanese presenta come suo candidato alle Presidenziali il Gen. Michel Aoun. Abbiamo avuto domenica scorsa le elezioni legislative parziali nella regione del Metn Nord e a Beirut: qual’e’ la vostra opinione su questa tornata elettorale che, secondo molti opinionisti, ha rappresentato una sorta di test e di referendum per il vostro candidato in vista delle presidenziali? Aoun e’ uscito vincente da quest’ultimo confronto serratissimo che ha visto i due schieramenti opporsi senza risparmiarsi critiche feroci e anche qualche incidente tra i partigiani dell’una e dell’altra fazione?

4) R: “Queste elezioni hanno confermato la tenuta politica ed elettorale dell’Opposizione. E’ stata una vittoria delle forze nazionali e di Tayyar sostenuto da tutti i partiti dell’Opposizione. Nel Metn tutti i partiti dell’Opposizione sono scesi in campo per sostenere il candidato aounista e in particolare il nostro partito. Il PNSS e’ storicamente uno dei partiti piu’ forti nella regione del Metn ed abbiamo dispiegato tutti i nostri uomini per sostenere il dr. Khoury candidato di Tayyar che infine ha riportato una vittoria non facile ma significativa. Attualmente , grazie al trionfo aounista nel Metn, l’Opposizione ha guadagnato un seggio in parlamento equilibrando maggiormente la situazione nell’Assemblea Nazionale. Oggi la maggioranza conta 70 seggi contro i 58 dell’Opposizione. L’equilibro di forze tra i due schieramenti cambia a favore dell’Opposizione questo e’ il vero dato significativo di queste legislative. Possiamo tranquillamente affermare che queste elezioni hanno dato risultati positivi per il nostro fronte patriottico e negativi per gli americani perche’, sostanzialmente, a perdere e’ stata anche l’amministrazione Bush che non ha fatto mancare il suo aperto sostegno alla maggioranza.”

5) D – Qual’e’ stato esattamente il ruolo giocato dagli americani durante questa campagna elettorale?

5) R: “La sconfitta dei Kataeb e’ anche la sconfitta dell’amministrazione americana. Come ha riconosciuto lo stesso Bush nelle sue dichiarazione sul New York Times l’America ha “perso i suoi allievi” riferendosi alla sconfitta subita da Gemayel e dai suoi nel Metn. Malgrado le dichiarazioni trionfali della prima ora , dopo la chiusura delle urne, la maggioranza ha perso. E a perdere e’ stata la politica d’ingerenza americana in Libano. Gli Stati Uniti intervengono ai piu’ alti livelli negli affari interni libanesi e non da oggi: quest’intromissione americana e’ contro gli interessi, la sovranita’ e l’indipendenza del nostro paese. E’ un interferenza contro l’unita’ del nostro popolo che sono riusciti nuovamente a dividere anche durante questa tornata elettorale: le dichiarazioni confessionali di Gemayel ne sono una riprova. Ora questa politica americana e’ una politica fondamentalmente anti-siriana , anti-araba, anti-libanese e pro-israeliana. Non e’ una novita’ che Washington sia schierata apertamente al fianco di Israele. Ed e’ questa politica di sedizione, di destabilizzazione e di insicurezza che sta portando il nostro paese verso una catastrofe troppo annunciata. L’Opposizione quindi non deve abbassare la guardia davanti ai complotti americani.”

6) D – Una politica america d’ingerenza negli affari interni libanesi che si conferma ostile alle forze nazionali e alla Siria. Come giudica i recenti provvedimenti presi dal Ministero del Tesoro Usa per congelare i beni di personalita’ e aziende libanesi accusate di “sostenere la Siria” e lavorare contro l’esecutivo al potere?

6) R: “E’ una nuova mossa piu’ propagandistica che realmente politica che si inquadra nella politica di ingerenza americana in Libano. Nessuno degli esponenti dell’opposizione ha certamente ingenti patrimoni ne’ conti bancari negli Stati Uniti ne’ pensa di averne. Voglio esser chiaro: quest’iniziativa del Tesoro Usa conferma apertamente che l’America e’ presente e influenza le scelte di quest’esecutivo, divide i libanesi in buoni e cattive a seconda delle loro scelte politiche e cerca di salvare il salvabile di una maggioranza allo sbaraglio. Il governo Siniora e’ un esecutivo in tutto e per tutto americano, sostenuto dagli americani e che lavora per gli interessi americani. L’interferenza dell’ambasciata americana in Libano e’ quotidiana oramai.”

7) D – In queste ultime elezioni nel Metn soprattutto il vostro partito e’ stato la prima vittima degli attacchi verbali dell’ex capo di Stato Gemayel: il PNSS e il Ba’ath sono stati accusati apertamente di essere di fatto agenti siriani. Qual’e’ la vostra risposta a queste accuse che , oramai da due anni, la maggioranza lancia contro chiunque non sia allineato alle posizioni americane del 14 Marzo

7) R: “Niente di nuovo in questi attacchi. Vi sono ragioni storiche e politiche dietro quest’aggressione verbale. I Kataeb tradizionalmente sono i nostri nemici storici. Pnss e Kataeb fin dagli anni Trenta sono contrapposti per molte ragioni: la nostra linea e’ laica, la loro confessionale; noi lavoriamo per gli interessi nazionali e per mantenere buone relazioni con la Siria mentre loro sono i principali avversari di Damasco. Politicamente abbiamo due linee contrapposte. Esistono poi altri motivi per i quali Gemayel si e’ distinto in questa serie di attacchi anche violenti contro Aoun, il Pnss e il Ba’ath qualificandoci di “agenti siriani”. La campagna elettorale dei Kataeb e dell’ex capo di Stato nel Metn si e’ contraddistinta per una violenta retorica confessionale, e’ stata una vera campagna elettorale falangista vecchio stile. La materia principale del programma falangista non dovete dimenticare che e’ essenzialmente confessionale contro ogni unita’ nazionale, contro l’unita’ dei libanesi. Noi del Pnss siamo anti-confessionali, laici, nazionalisti e pro-siriani. Ecco perche’ questa vittoria ha un grande significato: gli elettori del Metn hanno rifiutato le provocazioni confessionali dei Kataeb. Il nostro partito si e’ distinto in queste elezioni per una grande mobilitazione: abbiamo sostenuto il candidato aounista ovunque dispiegando la nostra macchina elettorale, i nostri militanti e le nostre sezioni. E abbiamo vinto. Ho parlato personalmente con il Gen. Aoun ieri pomeriggio e ha ringraziato il nostro partito e i nostri attivisti per l’aiuto e il sostegno dato. Un aiuto militante. Non siamo un partito ricco ma siamo un partito che riesce a mobilitare ovunque , in tutto il paese, i suoi simpatizzanti. Gli altri, nonostante il sostegno finanziario ricevuto dall’America, nonostante circa 25 milioni di dollari distribuiti ovunque per convincere gli elettori a sostenere le loro liste hanno subito una disfatta completa.”

8) D – Dr. Fares qual’e’ la situazione attuale a Nahr el Bared? L’esercito libanese riuscira’ a chiudere i conti con Fatah al Islam?

8) R: “La situazione e’ quasi sotto controllo. C’e’ voluto molto piu’ tempo del previsto perche’ l’esercito ha ripetutamente affermato di non voler mettere a rischio la vita dei civili palestinesi ancora presenti e spesso ostaggio dei terroristi. Fatah al Islam e’ un organizzazione criminale, basata su un ideologia fondamentalista, confessionale ed estremista. Non ha niente a che vedere con le forze della Resistenza ed e’ completamente estranea tanto alle formazioni palestinesi che alla societa’ e alla politica nazionale. Sono una creatura americana , finanziata dal partito della Corrente Futura della famiglia Hariri e con l’aiuto dell’Arabia Saudita. Il nostro esercito ha il controllo della situazione e presto le operazioni militari finiranno: si tratta di spegnere gli ultimi focolai di una rivolta senza logica, senza onore e senza obiettivi. L’esercito libanese ha, in quest’ultima battaglia per la difesa della sovranita’ e della sicurezza nazionali, perso un elevato numero di uomini. Il sangue versato dai militari libanesi in questa battaglia e’ sangue di chi ha difeso la sua patria e la sua terra contro una minaccia terroristica pericolosa.”

9) D – Un ultima domanda per concludere questo nostro incontro dott. Fares: qual’e’ la situazione nel Libano meridionale dopo gli attacchi di un mese fa contro l’Unifil? Chi c’e’ dietro quest’aggressione contro i contingenti spagnolo e tanzanese dei caschi blu?

9) R: “Come ha rilevato l’inchiesta delle forze di sicurezza dietro agli attacchi contro l’Unifil ci sono elementi delle stesse formazioni eversive di Fatah al Islam , Ansar al Islam e Jund al Sham. Erano mesi che si parlava di probabili attacchi contro l’Unifil nel sud del paese e alla fine i nemici della coabitazione pacifica, i destabilizzatori senza volto, hanno colpito vigliaccamente come sempre. Numerosi rapporti confermavano la pericolosita’ di questi gruppi terroristici ma il Governo non ha preso nessuna misura cautelativa ed e’ responsabile anche di questi avvenimenti. La situazione attualmente sembra sotto controllo. Hizb’Allah responsabilmente ha seguito l’indagine in corso e collaborato con le autorita’ spagnole perche’ , come sapete, il sud e’ zona sotto controllo delle forze della Resistenza che hanno pubblicamente denunciato quest’aggressione contro l’Unifil. Parlai con il Gen. Pellegrini prima della sua partenza qualche mese fa: e’ un militare intelligente ed un uomo coraggioso che non ha evitato di prendere spesso posizioni difficili. Conosce molto bene il Libano , soprattutto il nostro sud e conosce soprattutto Hizb’Allah e la nostra Resistenza Nazionale. E fu tra i primi a mettere in guardia contro il rischio di attacchi terroristici provenienti dai movimenti islamisti legati ad al Qaeda. Anche questi attacchi sono parte della strategia generale di destabilizzazione del Libano portata avanti dall’America e dai suoi alleati interni ed esterni.”

DAGOBERTO BELLUCCI

Intervista realizzata per il quotidiano “Rinascita” in data 03/09/2007

SAMEEH SHGAIR – يا سجاني سميح شقير

4 Ott