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SIRIA – ASSAD LANCIA LA SFIDA ALL’OCCIDENTE: “IL COMPLOTTO STRANIERO E’ FALLITO!”

11 Gen

SIRIA – ASSAD LANCIA LA SFIDA ALL’OCCIDENTE: “IL COMPLOTTO STRANIERO E’ FALLITO!”

–         di Dagoberto Bellucci

 

Con un discorso-fiume all’Università di Damasco ieri il Presidente della Repubblica Araba Siriana, Dr. Bashar el Assad, ha lanciato il guanto di sfida all’Occidente e ai suoi alleati.

Parole dure. Parole chiare.

Il Presidente ha cominciato quella che è sembrata una durissima requisitoria contro vecchi e nuovi nemici sostenendo che i dieci mesi trascorsi dall’inizio della rivolta interna che ha messo a ferro e fuoco il paese “hanno rappresentato per tutti noi una dura prova di patriottismo, una prova che potremo superare soltanto attraverso un quotidiano lavoro e intenzioni oneste , con la fede in Dio e l’autentico spirito del nostro popolo che in tutti i tempi ha saputo dare prova di coraggio rialzandosi ogni volta più forte”.

Dopo aver sottolineato che gli eventi criminali che hanno contrassegnato gran parte dell’anno appena trascorso insanguinando il nuovo – con il vile attentato terroristico compiuto cinque giorni fa nel quartiere di al Midan nei sobborghi della capitale Damasco – “ci sono costati un prezzo altissimo, eventi che hanno fatto sanguinare i nostri cuori, i cuori di tutti i siriani e che impongono ai figli della Siria , qualunque sia la loro inclinazione e filiazione, ad essere prudenti e a lasciarsi guidare dal loro amore patriottico perché alla fine la nazione esca vittoriosa attraverso della sua coesione interna”.

Assad ha sottolineato come una volta di più, in un discorso atteso dopo mesi di silenzio, che “il complotto straniero oramai non è più un segreto per nessuno perché coloro che lo pianificavano in oscure camere hanno cominciato a rivelarsi davanti agli occhi di tutta la gente in maniera chiara ed evidente. L’inganno ormai non è più celato per nessuno, soltanto per chi non vuole vedere e ascoltare.”.

Il Presidente ha così ribadito che la Siria si trova al centro di un braccio di ferro mortale dal quale non può che uscire vittoriosa.

“All’inizio della crisi – ha dichiarato Assad – non fu semplice spiegare ciò che accadeva. Oggi non è possibile continuare a negare i fatti, a occultare la realtà. Oggi le maschere sono cadute dai volti di quei partiti e attualmente stiamo in una condizione favorevole per smascherare il contorno virtuale che venne creato per spingere una parte del popolo siriano verso l’illusione di una rivolta. L’insieme delle false informazioni che hanno inondato i media hanno portato il terrore. Il terrore porta alla paralisi di qualunque volontà e questa paralisi alla sconfitta.”

Secondo il Presidente all’inizio della crisi vi fu “assenza di giudizio e di dialogo tra le persone” e ciò ha avuto il sopravvento sui fatti, sulla realtà, ma “oggi che la nebbia si dirada e non è più immaginabile falsificare le notizie relative agli avvenimenti regionali e internazionali che pretendevano destabilizzare la Siria. Alla fine gli avvenimenti sono chiari (…) centinaia di mezzi di comunicazione hanno lavorato quotidianamente contro la Siria per imporci un collasso nazionale.

Questi mezzi sono stati svelati e infine sconfitti.”

Il Presidente ha aggiunto nella sua lunga disamina degli avvenimenti dell’ultimo anno che ci sono “più di sessanta stazioni televisive nel mondo che dedicano la loro attenzione ogni giorno contro la Siria. Alcuni lavorano all’interno del paese, diffondono false immagini e comunicati, altri invece hanno l’obiettivo di distorcere la realtà all’estero”.

Come si è già visto nelle recenti aggressioni mondialiste contro l’Iraq (1991 e 2003), l’Afghanistan (2001) e da ultimo la Libia (2011) la menzogna ha prevalso sulla verità aiutata dai potenti mezzi d’informazione utilizzati dalle centrali della destabilizzazione dell’Imperialismo e del Sionismo internazionali.

E’ infatti attraverso queste potenti emittenti (che si chiamino CNN o Al Jazeera poco cambia, i vettori – esteriormente statunitensi o arabi – sono strumenti di propaganda puntati contro la Nazione Araba e funzionali alle logiche di intromissione, destabilizzazione e controllo varate dai centri studi strategici a Washington come a Londra, Riad e Tel Aviv) che si è creato gli etat’s d’esprit necessari per scatenare i sommovimenti “rivoluzionari” di un’esigua parte della popolazione, creando cioè dei potenti megafoni per le rivendicazioni di immaginarie opposizioni, dando credito ai comunicati stampa ed alle idee anche estremistiche di personaggi saliti alla ribalta esclusivamente perché utili strumenti delle strategie d’interferenza delle potenze straniere e di quelle locali.

La rete televisiva araba “Al Jazeera” ha giocato fin dall’inizio delle pretese “rivoluzioni” della cosiddetta “primavera araba” un ruolo determinante ritirandosi o silenziando le notizie scomode quando ad essere presi di mira erano i regimi filo-occidentali dell’area del Golfo.

La logica spietata dei “due pesi due misure” si è manifestata palesemente proprio confrontando lo spazio dato sui media mondiali agli avvenimenti siriani rispetto al vuoto massmediatico riservato a quelli del Bahrein o al silenzio pressoché assoluto sulla repressione in corso nel regno wahabita dell’Arabia Saudita grande alleato degli Stati Uniti.

Chi detiene i media internazionali, chi veicola le notizie, che gestisce il traffico delle informazioni e quotidianamente quello delle immagini può influenzare l’opinione pubblica mondiale come e quando vuole: è un leit motiv oramai datato che ha visto l’uso sapiente di questi veri e propri strumenti di propaganda – ribadiamo come la prima guerra sia quella dell’informazione , perdere il controllo della diffusione di dati, notizie e immagini è già un segnale oggettivo di sconfitta – da parte delle forze imperialiste in particolare dagli Stati Uniti e dai loro alleati (gli europei, la Turchia, il cosiddetto mondo arabo moderato alias quell’Islam “americano” asservito alle logiche economiche della finanza mondiale ed ai desiderata della strategia di politica estera di Washington).

Assad ha inoltre sottolineato come “stiamo parlando di centinaia di mezzi di comunicazione che avevano il solo obiettivo di combatterci e portare lo Stato al collasso”.

In questa analisi il Presidente è stato estremamente chiaro quando ha ricordato la manovra scandalosa portata contro la Sua persona attraverso un’intervista che concesse – non più di un mese or sono – ad una televisione statunitense: “Hanno falsificato tutto perché non pensavano avessimo un’altra copia dell’originale” e dichiarando che “se non avessimo avuto un’altra copia da mostrare al popolo siriano perché la comparasse con quella mandata in onda sarebbe stato inutile stare a parlare anche per delle ore per convincerli che non erano mai state fatte certe affermazioni. E’ difficile per chiunque smascherare questo genere di abili fabbricazioni”.

Gli avvenimenti siriani non possono che portare alla memoria quanto raccontato dai rappresentanti dell’amministrazione americana, dalla Casa Bianca, alla comunità internazionale nell’inverno 2003 per convincere le Nazioni Unite a ‘delegare’ la superpotenza a stelle e strisce a risolvere manu militari il falso problema del riarmo iracheno. Le famose armi di distruzione di massa che l’ex regime iracheno avrebbe dovuto possedere e delle quali non fu trovata nemmeno l’ombra.

I media occidentali sono abili a creare dal nulla la notizia, a costruire il nemico, a demonizzare l’avversario: è quello che il Dipartimento di Stato , le centrali d’Intelligence e la stessa politica estera “made in USA” richiede dai suoi esponenti e dipendenti ed è ciò che è stato fatto, da sempre, dalla propaganda statunitense.

Quello che sta accadendo in Siria da dieci mesi è esattamente identico a quanto accadde con l’Iraq e più recentemente è accaduto con la Libia: menzogne costruite ad arte dagli specialisti della cospirazione d’oltre-Atlantico, dall’apparato spionistico della CIA sostenuto in questa azione di destabilizzazione dal Mossad israeliano, da diversi servizi di sicurezza arabi amici (Qatar, Bahrein, Kuwait, Arabia Saudita, Giordania), dalla vicina Turchia il cui voltafaccia è stato clamoroso e rispondente a precisi ordini interni alla NATO organismo alla quale Ankara appartiene fin dagli anni Cinquanta e di cui rimane fondamentale perno strategico e geopolitico nel Mediterraneo orientale e a guardia degli interessi statunitensi nel Vicino Oriente.

La Siria dunque respinge qualunque accusa e rilancia: sono le centrali della destabilizzazione straniere a muovere i fili della cospirazione terroristica contro la sua sovranità nazionale.

E’ l’America, con la sua diplomazia e la sua classe dirigente, che agita lo spauracchio nucleare iraniano per alimentare e diffondere odio anti-iraniano e veicolare la propaganda anti-siriana nella regione.

E’ sempre l’America che arma, finanzia e sostiene la pretesa e ridicola ‘opposizione nazionale’ , manipolo di criminali vecchi e nuovi, estremisti del fondamentalismo di matrice salafita al-qaedista ovvero gli utili idioti dell’Islam americano sempre funzionale a Washington e presente in ogni occasione soprattutto laddove è necessario esportare il caos creativo idoneo per imporre ad una nazione uno stato di crisi permanente con l’obiettivo, neanche velato, di sprofondarla in un conflitto civile.

Assieme agli americani in questa crisi siriana hanno agito i compari franco-britannici e l’intera diplomazia europea circuita e ingannata in occasione dell’aggressione alla Libia e ridotta a mera appendice delle decisioni che sono prese oltre Atlantico: l’Europa non ha alcuna politica estera autonoma, non l’ha mai avuta né potrà mai averla fino a quando si limiterà a fare la colonia, servendo esclusivamente quale territorio di riserva per le imprese belliche dell’Imperialismo a stelle e strisce.

Al lato degli europei si sono posti i turchi e i paesi arabi moderati. L’Arabia Saudita in particolare continua il suo gioco pericoloso di aizzatrice dei conflitti etnico-confessionali in tutta la regione, propagandando odio anti-sciita, alimentando e finanziando organizzazioni terroristiche e criminali già viste in azione nel vicino Libano negli anni 2005-2007.

Cambiano le sigle. Possono cambiare gli uomini. Ma la regia è sempre quella: americana e sionista. L’obiettivo è lo stesso: abbattere i regimi del nazionalismo arabo e i movimenti rivoluzionari islamici. Il fine ultimo: raggiungere la normalizzazione regionale, alias americanizzazione alias sionistizzazione, mediante l’esportazione – fosse anche manu militari – della ‘democrazia’  e del libero mercato e dando infine vita a quel “New Middle East Project” che servirà esclusivamente a “Israele” e all’America per soggiogare ulteriormente le già servili economie arabe.

Il Grande Satana ha preparato le pentole ma evidentemente ha dimenticato i coperchi: la Siria nazionale e socialista del Presidente Assad e del Ba’ath resiste e rilancia la sfida.

Gli strateghi del terrore che ieri hanno insanguinato il Libano e l’Irak ed oggi si concentrano contro la Repubblica Araba Siriana sono gli stessi che sognano d’instaurare un One World, il mondo unipolare , ad una sola dimensione, a guida tecnocratico-economicista, in mano ai finanzieri ed ai plutocrati della City e di Wall Street per imporre anche all’Islam – ultimo bastione di resistenza ai disegni egemonici della finanza cosmopolita ed insieme esempio e vettore rivoluzionario fondamentale per tutti i diseredati del pianeta per rifiutare le nuove logiche del turbo-capitalismo contemporaneo che tutto sottomette, deturpa, inquina, distrugge ed annulla in nome dei suoi falsi valori edonistici e del materialismo consumista prodotti dell’american way of life – la delirante utopia del Governo Mondiale che sarà monopolizzato da una visione mercantile arida all’interno della quale scompariranno individui, comunità etniche e nazionali, confessioni religiose e identità destinati a lasciare campo libero alle Multinazionali del Mercato Unico della Globalizzazione.

Gli uomini liberi oggi stanno al lato della Repubblica Araba Siriana perché a Damasco, Dara’a, Homs, Deir el Zoor, Latakija, Aleppo le forze armate lealiste, fedeli al legittimo governo ba’athista, non combattono soltanto contro vili bande di mercenari pro-sionisti né stanno rastrellando semplicemente le ultime sacche di spietati terroristi …combattono – che ne siano coscienti o meno – per una concezione del mondo ‘altra’, che rifiuta la capitolazione all’Occidente, che difende la sovranità economico-politica e militare della nazione siriana, che rappresenta l’ultima espressione tangibile del Nazionalismo socialista ba’athista e del pan-arabismo ovvero l’affermazione di una identità araba rivoluzionaria non in vendita alla quale sono collegate tutte quelle forze politiche, laiche o religiose, che nella regione rifiutano di cedere all’Imperialismo ed al Sionismo.

Infine sottolineiamo come le forze armate siriane stiano combattendo per la propria libertà ed indipendenza senza le quali la Siria diverrebbe domani un protettorato dell’Occidente, una pedina nelle mani dell’Imperialismo.

La Siria ba’athista è garanzia di tutto il fronte anti-sionista e anti-imperialista del Vicino Oriente.

 

L’esercito siriano oggi combattendo il terrorismo interno combatte anche , soprattutto diremmo, i progetti egemonici dell’alleanza dell’iniquità e della sovversione mondiale rappresentata da USA, Europa, regime sionista, Turchia e alleati arabi filo-occidentali.

Con Bashar el Assad!

Con il partito Ba’ath siriano!

Con il popolo libero e fiero della Repubblica Araba Siriana!

Contro i nemici dell’Uomo… fino alla Vittoria!

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

Direttore Responsabile Agenzia di Stampa “Islam Italia”

11 Gennaio 2011

SYRIA – Huge Crowds Stream into Syria’s Main Squares and Streets after President al-Assad’s Speech

11 Gen
Huge Crowds Stream into Syria’s Main Squares and Streets after President al-Assad’s Speech

 

Jan 11, 2012

 

PROVINCES, (SANA) – Huge crowds of Syrian citizens went out to the main squares and streets across the Syrian provinces in support of the vision of Syria outlined in the speech given by President Bashar al-Assad on Tuesday, stressing national unity and determination to move forward in the reform process taking place in Syria.

The gartering people held banners and chanted slogans that stress national unity and their rallying around their leadership, expressing appreciation for the Syrian army’s sacrifices to defend the homeland.

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In Aleppo, the Syrians streamed into Saadallah al-Jaberi Square to voice support to the reform program under the leadership of President Bashar al-Assad.

The participants condemned sabotage acts and crimes committed by armed terrorist groups, reiterating rejection of foreign interference in Syria’s internal affairs.

Citizens Ahmad Awad and Samir Qarbouyz said that President al-Assad speech touched upon important issues regarding the situation in Syria and the reform steps to come out of the crisis and build strong Syria.

For his part, Bakkour Aroob said that President al-Assad’s speech restored confidence in that Syria will be safe and secure again.

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Head of Aleppo Chamber of Commerce Hassan Zaido said the President’s speed shed light on the past, current and future stages of what is happening in Syria, in addition to reviewing the reform procedures taken and activating the role of institutions in combating corruption.

In Raqqa, huge masses went out to the streets to express loyalty to the homeland and support to the reform program, rejecting all attempts of foreign interference in Syria’s affairs.

“The citizens gathered in front of TV screens to watch their leader who guaranteed achieving victory on the enemies,” one citizen said.

He added that “We are stronger than their conspiracies and we will build modern Syria with our blood and hard working. Nothing will prevent us despite all pressures.”

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Citizen Oubeideh al-Hamad said the speech reflected the Syrian people’s aspirations and their standing against the campaign targeting their country.

The Syrian citizens in Daraa crowded in front of the headquarters of al-Baath Arab Socialist Party in the city to stress that Syria will remain strong thanks to the awareness of its people and their rallying around their leadership in the face of the foreign conspiracy aimed at undermining Syria’s stability and security.

Citizens stressed that President al-Assad’s speech was transparent and clear, reflected the will of the Syrian people and shaping the next phase of the future vision on Syria.

In Sweida, people gathered at Sultan Basha al-Atrash Square after the historic speech given by President AL-Assad which showed his real desire to go on in the reform process.

Sheikh Mohammad al-Nemr stressed that the Syrian people awareness which based on facts rather than exaggerations and lies played decisive role in exposing and foiling foreign schemes.

Engineer Bashar al-Ashqar said that the President was speaking on the behalf of every Syrian as he determined important tools to overcome the conspiracy hatched against Syria and appreciated the stance taken by the Syrian people and the sacrifices of the Syrian army to preserve stability and security.

Citizens stressed that the speech convey the message that Syria is steadfast and that it won’t bow under any pressures.

( Fonte: www.sana.sy )

SYRIA – 12 Army and Security Forces Martyrs Laid to Rest

11 Gen
12 Army and Security Forces Martyrs Laid to Rest

 

Jan 11, 2012

 

DAMASCUS, HOMS,(SANA) – Twelve army and security forces martyrs killed in the line of duty by armed terrorist groups in Damascus Countryside, Homs and Idleb were escorted on Tuesday from Tishreen and Homs Military Hospitals to their final resting places.

Solemn funeral ceremonies were held for the martyrs as they were carried on their colleague’s shoulders covered with the Syrian flag and flower wreaths while the Military Band played the “Martyr” and the “Farewell” music.

The martyrs are:

– Chief Warrant Officer Samir Yousef al-Hassan, from Tartous.

– Chief Warrant Officer Jihad Ali Shehada, from Lattakia.

– Chief Warrant Officer Nabil Marsal al-Saleh, from Damascus Countryside.

– Sergeant Major Ali Ibrahim Suleiman, from Hama.

– Sergeant Major Wisam Kaser Shadoud, from Homs.

– Sergeant Quteiba Yousef Alloush, from Daraa.

– Sergeant Bashar Faraj al-Rueis, from Deir-Ezzour.

– Sergeant Somar Haitham Mansour, from Lattakia.

– Conscript Aziz Theab al-Askar, from Raqqa.

– Conscript Mohammad Hassan al-Nasaan, from Aleppo.

– Conscript Abdul Moen Dadoush, from Damascus.

– Conscript Mohammad al-Obeid, from Aleppo.

Relatives of the martyrs expressed confidence in the blood of the martyrs will help Syria overcome the crisis, stressing that the crimes of armed terrorist groups will not dull the Syrians’ determination to confront the conspiracy targeting their country.

They also voiced pride in their sons’ martyrdom and sacrifices for the sake of Syria, saying that the treacherous and criminal hands which killed their sons are working to destroy Syria, calling for dealing sternly with those who try to tamper with Syria’s security and stability.

( Fonte: www.sana.sy )