Il 30 Gennaio 1933 Adolf Hitler è nominato Cancelliere – Il 24 marzo 1933 l’ebreo dichiara guerra alla Germania

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Il 30 Gennaio 1933 Adolf Hitler è nominato Cancelliere

Il 24 marzo 1933 l’ebreo dichiara guerra alla Germania

 

 

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Già all’epoca del Nazionalsocialismo gli ebrei non erano affatto categoria di “deboli”, bensì, speculatori e di potenti. Guardare agli ebrei come categoria di derelitti perseguitati dal “nazismo” per motivi di stampo razziale è una colossale bufala storica.

Gli ebrei erano talmente poco derelitti che il 24 marzo 1933, pur essendo “solo” una potentissima comunità economica e finanziaria e non avendo ancora uno Stato, dichiararono guerra alla Germania – per volontà del presidente dell’Agenzia Ebraica, Chaim Weizmann – con un articolo pubblicato sul Daily Express londinese:

L’intera Israele sparsa per il mondo si unisce per dichiarare guerra economica e finanziaria alla Germania. L’apparizione della Svastica come simbolo della nuova Germania ha dato nuova vita all’antico simbolo di guerra di Giuda. Quattordici milioni di ebrei sparsi in tutto il mondo si stringono come un sol uomo per dichiarare guerra alla Germania, persecutrice dei loro compagni di fede. Il commerciante ebreo abbandonerà la sua casa, il banchiere la sua attività di scambio economico, il mercante i suoi affari e il mendicante la sua umile baracca, al fine di unirsi nella Guerra Santa contro il popolo di Hitler!”.

Il giornale ebraico Natscha Retsch rincarava la dose:

 

“La guerra contro la Germania sarà condotta da tutte le comunità ebraiche, dalle conferenze, dai congressi… da ogni singolo ebreo. La guerra contro la Germania darà nuova linfa ideologica ai nostri interessi e li promuoverà, il che richiede che la Germania sia totalmente distrutta. Per noi ebrei, il pericolo è rappresentato dall’intero popolo tedesco, dalla Germania intesa sia a livello collettivo che individuale. Essa deve essere ridotta per sempre all’impotenza… A questa guerra noi ebrei dobbiamo partecipare, con tutta la forza e la potenza che abbiamo a nostra disposizione”.

Da notare che nel momento in cui uscivano questi violentissimi articoli, Hitler era appena diventato cancelliere, non aveva ancora il potere assoluto che ebbe in seguito ed era a capo di una nazione economicamente e industrialmente distrutta.

Nessuna azione politica contro gli ebrei era ancora stata intrapresa lontanamente pensata.

E’ probabile che tutte le misure successivamente adottate dal regime hitleriano contro gli ebrei abbiano avuto la loro causa (politica e d’ordine pubblico, quindi, non “razziale” come vorrebbe la leggenda) in questo vero e proprio atto di belligeranza preconcetto contro un governo tedesco che stava ancora nascendo.

Furono gli ebrei ad emettere la prima delle dichiarazioni di guerra che portarono alla II Guerra Mondiale.

Ed era una dichiarazione di guerra di enorme peso, visto il potere economico e finanziario che le lobby ebraiche controllavano già allora. Tutto ciò che successe dopo non può cancellare la precisa e grave responsabilità di chi emise ed avallò questa dichiarazione nella genesi del conflitto.

Le azioni contro gli ebrei andrebbero inquadrate storicamente non come “persecuzione razziale” (che è una incredibile stupidaggine storica), ma come conflitto tra due superpotenze: una territoriale e industriale (la Germania) e una economica e finanziaria (la comunità ebraica internazionale, con i suoi potentissimi banchieri e i suoi giri d’affari imponenti, in grado di mettere in ginocchio intere nazioni).

Che poi, come in tutte le guerre, ad andarci di mezzo siano state soprattutto le persone comuni (gli ebrei dei ghetti, visti come potenziali forze d’insurrezione dopo la dichiarazione di Weizmann) e non i banchieri, va da sé. Ma questo non ci autorizza a parlare di “carattere razziale” delle persecuzioni, che è una pura invenzione propagandistica postbellica.

 

Da: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2007-10

( Fonte: www.olo-dogma.myblog.it )

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