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LO ZARATHUSTRA PROIBITO – SE FREDA ENTRA IN CAMPIDOGLIO…

29 Apr

LO ZARATHUSTRA PROIBITO – SE FREDA ENTRA IN CAMPIDOGLIO…

–         di Dagoberto Bellucci

“Passano attraverso i secoli e la gente come l’olio in acqua: non si confondono.

Essi, gli eletti, essi i veri figli di Dio: alla fine verrà l’aspettato Messia,

ed allora noi Amorrei, noi Amaleciti, ben potremo chiamarci avventurosi se ci useranno

per somieri.”

 

 

( Francesco Domenico Guerrazzi – patriota livornese – “Note Autobiografiche” – 1833 )

 

 

Una presentazione “scomoda”. La presentazione dello Zarathustra di Friedrich Nietzsche.

Non una presentazione tra le ‘tante’.

Si parla del testo che la casa editrice “Ar” ha volutamente riproposto con il suo titolo originario “Also sprach Zarathustra – Queste le parole di Zarathustra. Un libro per Tutti e Nessuno”.

Venerdì prossimo si sarebbe dovuta tenere presso la Sala del Carroccio in Campidoglio a Roma.

Ma immediatamente i censori dell’ anti-antisemitismo militante si sono eretti a giudici inveendo contro una iniziativa culturale che, se non fosse per il nome della casa editrice che ha ridato alle stampe il testo del filosofo tedesco e soprattutto del suo editore, non avrebbe suscitato alcuna reazione.

Siamo nell’anno cristiano 2012 ma, evidentemente, il nome di Franco Giorgio Freda suscita ancora apprensioni e timori oltremodo infondati tra le anime ‘candide’ della politica e del mondo intellettuale.

Immediata la reazione del diessino Walter Veltroni che ha parlato di “affronto” alla Capitale (l’unico affronto subito dall’Urbe è stata probabilmente la sua elezione a primo cittadino) alla quale si è altrettanto frettolosamente aggiunta quella, ancor più stridente nella sua demenzialità, dell’attuale sindaco di Roma, quel Gianni Alemanno in passato segretario dell’organizzazione giovanile missina e – da vent’anni oramai – entrato nelle grazie della comunità ebraica capitolina con il quale è ormai culo e camicia – d’altronde ‘cognome’ non mente – ossequioso come non mai ai diktat della Sinagoga.

E la sinagoga romana si è evidentemente mossa per fermare un evento che, molto probabilmente, sarebbe passato sotto silenzio senza la preventiva alzata di scudi dei politicanti servi di destra e sinistra.

Quel libro non s’ha da presentare!

 Also Sprach Zarathustra. Ein Buch für Alle und Keinen - Friedrich Nietzsche

O, per essere esatti, il libro della casa editrice del ‘nazista’ Freda non può né deve trovare spazio in una sede istituzionale romana perchè il testo nietzschiano per i titoli della “Adelphi” , che ne diede alla luce una edizione nel lontano 1968, non spaventò proprio nessuno ed anzi ha trovato numerose ristampe, recensioni e presentazioni nel corso degli anni.

E’ proprio Freda il ‘problema’. E le sue Edizioni di “Ar”.

Complimenti” Proprio un bell’esempio di tolleranza democratica!

Ora premesso che non pensiamo che ciò scalfisca di un millimetro il percorso culturale pluridecennale che ha contraddistinto le Edizioni padovane di “Ar” né che a Freda ed ai suoi sodali oggettivamente possa “fregà de meno” della mancata presentazione (della quale riportiamo in calce il comunicato stampa pervenutoci a mezzo posta elettronica) non possiamo concludere questo breve intervento ricordando con il sommo poeta, Dante Alighieri, “Uomini siate e non pecore matte si che di voi tra voi ‘l giudeo non rida”….

‘Democrazia’ o Giudeocrazia?

Perché cambierebbe forse qualcosa?

I’tal’yà … lattanzianamente “ ‘o paoese ‘cchiu stupete du munne’ ”  alias l’ovile sistemico dei deambulanti servitori della Sinagoga.

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

Direttore Responsabile Agenzia Stampa “Islam Italia”

29 Aprile 2012

Comunicato stampa



ZARATHUSTRA, FACCI SOGNARE!

 

Il giorno 4 maggio 2012 alle ore 18.00, a Roma, presso la Sala del Carroccio del Campidoglio, verrà presentato il volume di Friedrich Nietzsche, curato dalle Edizioni di Ar (col testo originale a fronte), “Also sprach Zarathustra – Queste le parole di Zarathustra. Un libro per Tutti e Nessuno”.

Interverranno il professor Francesco Ingravalle, dell’Università del Piemonte Orientale, Marina Simeone, presidentessa dell’Associazione Culturale ‘Generoso Simeone’, e Anna K. Valerio, curatrice della collana ‘Alter ego’ di cui fa parte l’opera. L’evento ha il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali e del Centro Storico del Comune di Roma.

 

La collana Alter Ego è stata sperimentata dalle Edizioni di Ar a partire dal 2004 con “L’Anticristiano” di Nietzsche e ora giunge alla prova decisiva: la versione dello Zarathustra. Opera da far tremare le vene e i polsi per la profondità teoretica, per la purezza stilistica, per il labirinto di echi e rimandi in essa contenuti (illuminati con sorprendente virtuosismo dal Curatore).

“Lo Zarathustra è uno specchio – spiega la curatrice della collana “Alter Ego”, Anna K. Valerio – ognuno vi si può riconoscere, ognuno, leggendolo, parlerà di sé. Ci si può scoprire nani o funamboli, danzatori o banditi, o fragili eremiti. E’ come un arabesco interminabile in cui scorre il filo dell’umano.”

 

 La filosofia nietzscheana corre sulle pagine dello Zarathustra tra continue metamorfosi, mediante le quali un dotto serioso si muta in un Tersite dal ghigno spregevole, un profeta della virtù in un untore.

 

“L’umanità è mutevole, incerta, pallida e capricciosa, incline alla danza e al massacro, malata e studiosa. Perciò Nietzsche sostiene che vada superata, come va superato l’affronto della materia per scoprire le linee di un Partenone”.

 

Un libro essenziale “Queste le parole di Zarathustra”, accessibile a Tutti e a Nessuno, un libro che infrange le regole della parola e della morale, che piega sotto di sé le convinzioni per agguantare la verità giusta, un libro che disegna e canta la modernità per distruggerla.

 

 

4 maggio 2012 alle ore 18.00

 Sala del Carroccio del Campidoglio di Roma

Piazza del Campidoglio

LA SIRIA ANCORA NEL MIRINO DEL TERRORISMO INTERNAZIONALE

29 Apr

LA SIRIA ANCORA NEL MIRINO DEL TERRORISMO INTERNAZIONALE

 

 

 

 

–         di Dagoberto Bellucci

 

 

 

 

 

 

 

I recenti avvenimenti che hanno nuovamente visto la capitale siriana Damasco al centro di un nuovo vasto attacco terroristico dovrebbero, il condizionale purtroppo è d’obbligo visto il modo di disinformare attuato ormai da oltre un anno dai principali media internazionali, far riflettere i tanti scribacchini di regime che in Occidente sono asserviti alle logiche del potere.

 

La classe giornalistica dei servi del potere giudaico-mondialista che si diverte a sparare cifre da contabilità cimiteriale ‘olocaustica’ alzando quotidianamente il totale delle presunte vittime subite dalla pretesa “opposizione” siriana (rifiuti e rottami del peggiore terrorismo d’ispirazione integralista sunnita-wahabita) e dimenticandosi di sottolineare, anche di riportare, i morti causati dagli attentati, dagli agguati e dalle azioni vigliacche condotte dai nemici del popolo siriano contro forze armate, forze di sicurezza, polizia, cittadini inermi e istituzioni.

 

Evidentemente questa ‘contabilità’ non fa notizia. O più semplicemente non deve farne per non turbare le coscienze addormentate dell’Occidente pesantemente narcotizzate da settant’anni di democratica lobotomia ideologica.

 

Il potere che la stampa e le tv internazionali ossequiosamente riveriscono è quello sionista-americano che impone forme odiose di censura su tutti quei fatti ritenuti scomodi inventandosi poi di sana pianta le notizie, alternando gli avvenimenti, ingigantendo i numeri delle vittime come ormai appare evidente dalla strategia adottata contro la Siria dalla connection Us-raeliana/salafita col concorso di altri attivissimi attori.

 

Biased Media Lies for War-US-Israel

L’escalation terroristica che ha colpito nuovamente per due volte nel giro di 72 ore il cuore della capitale siriana deve far riflettere le anime belle democratiche – anche se queste certamente se ne fregheranno bellamente e in cuor loro ‘tiferanno’ per un ulteriore recrudescenza degli attentati e delle violenze contro le istituzioni siriane – sempre pronte a stracciarsi le vesti quando si tratta di difendere veri o presunti ‘diritti umani’ di minoranze o di interi popoli e altrettanto leste a cominciare vere e proprie crociate mediatiche quando si tratta di demonizzare regimi scomodi o ostili ai desiderata atlantico-sionisti.

 

Ricordiamo che nell’ultimo attentato compiuto da mani rimaste ignote ma certamente riconducibili al fronte americano-sionista dei nemici dell’indipendenza e della sovranità nazionale siriana è stata presa di mira una folla di fedeli mentre usciva dalla funzione religiosa collettiva del venerdì e ciò senza che questo crimine abbia prodotto alcuna indignazione, alcuna critica, alcun genere di protesta.

 

I conigli della carta straccia sistemica occidentale non hanno dedicato che poche righe al nuovo attentato terroristico per poi ricominciare a tuonare i loro strali contro il ‘regime’ rilanciando vuote stime su pretese vittime subite dal fronte degli oppositori.

 

Nessuno che abbia il coraggio di chiamare questi signori con il loro nome: TERRORISTI.

 

Terroristi armati, equipaggiati, addestrati e finanziati dall’America con l’aiuto ed il sostegno dei suoi alleati locali e dell’Europa sempre accondiscendente e servile di fronte all’impero a stelle e strisce del quale è ormai colonia da 70 anni.

 

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Gli avvenimenti che caratterizzano da più di un anno le vicende della Repubblica Araba Siriana meritano ben altra trattazione dopo il fuoco di fila di menzogne inventate ad arte per scatenare un conflitto sul modello di quello iracheno o libico.

 

Una nazione, la Siria, che certamente non gode dei favori della classe giornalistica occidentale e che si è ritrovata suo malgrado al centro di un programma di destabilizzazione abilmente ordito dalle centrali dell’intelligence statunitensi con il concorso e la complicità di tanti interessatissimi partecipanti.

 

L’armada del terrore eterodiretta dietro le quinte dall’amministrazione Obama che è stata così lanciata contro la Siria del Presidente Bashar al Assad ha progressivamente arruolato tutta la feccia possibile ed immaginabile al solo scopo di abbattere il regime rivoluzionario ba’athista che da oltre 40 anni detiene il potere a Damasco.

 

Elementi dell’integralismo salafita, mercenari al qaedista reclutati nei diversi teatri di guerra (Iraq, Afghanistan e soprattutto Libia) dove il network del terrore in salsa ameregana e vesti islamiche ha esportato tutta la sua violenza producendo stragi e portando morti inutili e – non da ultimi – i mass media arabi specialmente al Jazeera ed al Arabijah mai come in questo conflitto, così come già sperimentato in Libia fin dalla presunta ‘rivolta’ popolare di un anno or sono, autentiche macchine di controinformazione schierate unilateralmente contro la Siria e funzionali al fronte terroristico sostenuto oltretutto dai paesi europei, dalla Turchia e dagli stati arabi moderati (Giordania, Arabia Saudita, Qatar, Bahrein ovvero i ruffiani di Washington sempre pronti a sostenere qualunque iniziativa a stelle e strisce nella regione e di fatto alleati oggettivi del sionismo internazionale).

 

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Contro questo vasto fronte di forze sovversive , determinate a portare a termine il loro programma che mira ad abbattere lo Stato rivoluzionario del Ba’ath siriano e destituire la dirigenza del Presidente Assad soltanto poche eccezioni hanno osato schierarsi al lato della Siria e, tra queste, fin dall’inizio di quella che era chiaramente una riedizione delle ‘rivoluzioni colorate’ – già viste in azione nel recente passato in Yugoslavia, Georgia, Ucraina e , per rimanere al mondo arabo, Libano (2005), Egitto, Tunisia e Libia (2011) –la Repubblica Islamica dell’Iran tradizionale alleato regionale di Damasco, il movimento sciita libanese di Hizb’Allah, il governo di Beirut e Russia e Cina che grazie ai loro niet alle risoluzioni occidentali presentate nei mesi scorsi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di Jew York hanno, finora, impedito il ripetersi di una nuova escalation militare contro una nazione sovrana sul modello di quanto già visto in Libia un anno or sono ed in Iraq e Yugoslavia qualche anno fa.

 

Gli apprendisti stregoni del nuovo (dis)ordine mondiale, questi moderni alchimisti della geopolitica taglia e cuci che intende ridisegnare confini e frontiere ai danni degli Stati e dei popoli che rifiutano di piegarsi alle logiche del turbocapitalismo neoliberista che tanti danni continua a provocare con le sue politiche fallimentari, intendono frantumare l’unità politica, ideologica, sociale e militare della Repubblica Araba Siriana portando ad una ‘libanesizzazione’ – o balcanizzazione se preferite – della situazione siriana da sfruttare per i propri fini ponendo comunità etniche e religiose le une contro le altre soffiando sul fuoco di vecchi attriti legati all’appartenenza della leadership ba’athista alla confessione alawita e favorendo l’estremismo salafita di derivazione sunnita contro lo sciismo.

 

Vecchie strategie, vecchi programmi già visti abbondantemente all’opera in tutto il Vicino Oriente che qualcuno, oltre Atlantico, intende rimodellare a suo piacimento e a favore delle multinazionali petrolifere.

 

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La Siria al contrario non cede, Assad ed il Ba’ath  resistono.

 

E’ una intera nazione, orgogliosa della propria storia e delle sue  tradizioni quella che continua a resiste al di là delle strategie atlantiche che mirano a fare dell’ultimo baluardo del nazionalismo panarabo rimasto nella regione una servile colonia degli interessi statunitensi sottomessa ai diktat stranieri.

 

La Siria resiste alle pressioni internazionali che continuano a piovere quotidianamente dai più disparati organi sostenute da una campagna diffamatoria condotta da mass media che definire compiacenti al potere sionista-statunitense sarebbe un semplice eufemismo: trattasi di prostituzione intellettuale e politica di fronte ai potentati internazionali dell’Alta Finanza sionista e di compiacente atteggiamento di soggetti ufficiosamente ‘arabi’ cooperanti con il nemico a stelle e strisce e sostanzialmente alleati del regime d’occupazione sionista.

 

La Siria infine resiste contro il terrorismo senza volto che continua ad insanguinare le strade e le piazze della sua capitale. Un terrorismo visto più volte in azione nel passato recente: dall’Iraq al Libano dall’Afghanistan all’Egitto.

 

I criminali salafiti asserviti a Washington pagheranno il prezzo del sangue.

 

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La Siria, malgrado tutto e tutti, resiste! Vi piaccia o meno.

 

Au revoir….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

 

Direttore Responsabile Agenzia di Stampa “Islam Italia”

 

29 Aprile 2012